indice degli argomenti:
- paura
- ansia
- paura primaria disadattiva
- ansia primaria disadattiva
- ansia secondaria
- episodi terapeutici
- senso di se' insicuro e vulnerabile
- paura associata ad un trauma e ad un abuso
- ansia secondaria, paura di sentirsi deboli e privi di aiuto
- aspettative catastrofiche
- ansia da prestazione e da valutazione negativa
paura: emozione intensamente spiacevole che predispone l’individuo alla fuga dal pericolo al fine della sopravvivenza.
ansia: risposta all’incertezza che sorge quando vi è una minaccia al senso di integrita', di coerenza e di continuità del se'. Anche l’ansia motiva all’azione ed e' positiva quando migliora la prestazione; può essere vissuta come eccitamento; diventa disfunzionale quando e' intensa e cronica, quando l’individuo anticipa i pericoli e il ripetersi di minacce passate.
Le esperienze di paura possono essere associate alla rabbia che aiuta a intraprendere piu' energicamente l’azione. L’ansia si evolve invece in confusione e scarsa tendenza all’azione(diffusione, dispersione dell’attenzione o restringimento del focus attentivo solo sul se' preoccupato e insicuro).
paura primaria disadattiva
reazione fobica a pensieri, sentimenti e ricordi di solito associati a un trauma: paura nucleare che si cerca di affrontare con l’evitamento.
ansia primaria disadattiva
E’ generata dall’attivazione di una organizzazione del se' insicuro e vulnerabile. Per il terapeuta e' importante conoscere la storia di attaccamento del cliente e riconoscere gli indicatori di incertezza, ipersensibilità, ipervigilanza ed estrema consapevolezza delle manchevolezze dell’individuo. Il cliente mostra spesso ansia nell’espressione di se' ed e' restio all’auto disvelamento; teme di essere giudicato o frainteso, e' vulnerabile all’abbandono e al rifiuto, prova vergogna o umiliazione nel mettersi allo scoperto(disturbo evitante di personalita'). Gli aspetti del se' temuti sono spesso i bisogni, la gelosia, l’insicurezza e, a volte, un’organizzazione del Sè primaria-ansiosa si manifesta con un pattern di attaccamento ansioso-evitante; l’individuo rinuncia alla ricerca di attaccamento cercando di essere autosufficiente, ma e' accompagnato da sentimenti di solitudine e alienazione e da una limitata capacità di esplorare e differenziare la sua esperienza interna. Questo senso di se' vissuto nel corpo come inefficace e privo di protezione, richiede l’attenzione del terapeuta e va modificato (intervento empatico e supportante per superare l’evitamento dell’esperienza nucleare minacciosa, fino a contattare i desideri e i bisogni adattivi dell’individuo e le sue risorse interne, per favorire la riorganizzazione di un se' e di un senso di se' piu' forte e sicuro).
ansia secondaria
Non e' una paura nucleare appresa da attaccamenti insicuri; l’individuo sperimenta ansia perche' un’esperienza interna (di rabbia, tristezza o debolezza) e' vissuta come minaccia potenziale al se': è la difesa da tali esperienze che produce la vulnerabilita'. L’ansia secondaria è dunque una forma di evitamento che può esprimersi nella paura della debolezza,nel disconoscimento dei bisogni di dipendenza, nella paura di essere valutati negativamente. L’ansia si può manifestare con reazioni di rabbia quando si percepisce la paura o il bisogno, con confusione, incertezza, incapacita' di etichettare e simbolizzare l’esperienza interna, anticipazione della disapprovazione o del rifiuto degli altri (prodotta da una valutazione di se' negativa), con la sensazione pervasiva di non essere all’altezza (introiezione di valori e standard genitoriali rigidi). Altre forme di ansia secondaria sono le aspettative catastrofiche, l’ansia da prestazione e la paura anticipatoria del fallimento. Il lavoro terapeutico e' focalizzato a sperare l’evitamento tipico dell’ansia secondaria: - rivolgere l’attenzione alle sensazioni corporee del cliente per aiutarlo a vivere e simbolizzare l’esperienza; - cercare di modificare le cognizioni disadattive attraverso una sfida che emerge dall’esperienza emotiva del cliente; - spostare l’attenzione dalle preoccupazioni interne al mondo circostante e alle abilita' di interagire con l’esterno; - contattare il se' nucleare fragile per ristrutturarlo e rafforzare l’autostima; - sviluppare la capacità di lenire se stessi e di riconoscere il proprio bisogno di sicurezza. Le terapie basate sulle emozioni pongono l’accento sull’evocazione e sull’esplorazione dell’esperienza immediata di paura e ansia complesse associate al se', allo scopo di esporre tali esperienze a sentimenti primari adattivi, a bisogni e capacità di lenire se stessi, che hanno la funzione di modificare le strutture psichiche che generano la paura. Il problema centrale associato alla paura e all’ansia disadattive è la loro persistenza in situazioni inappropriate, con un sistema di allarme iperattivo che richiede l’acquisizione di capacita' di regolazione e di auto-sedazione, unite all’esposizione del se' vulnerabile nella protezione del setting terapeutico.
episodi terapeutici e differenti strategie di intervento relative a paura e ansia
1) un senso di se' insicuro e vulnerabile
Paura fondamentale di essere lasciati soli, incapaci di far fronte alla situazione e di proteggere se stessi. Deriva da esperienze precoci di perdita reale, dalla minaccia di perdita di un legame di attaccamento e da bisogni di dipendenza non appagati; puo' portare all’agorafobia, a disturbi nell’alimentazione, all’abuso di sostanze e alla dipendenza interpersonale. Sintomi generali: ipervigilanza, disperazione, fragilita', dipendenza, rabbia per la perdita di un legame di attaccamento, le figure di attaccamento sono viste come potenzialmente respingenti, incertezza sul futuro, senso di se' insicuro. Lavoro terapeutico: riconoscere e simbolizzare la paura di essere feriti, abbandonati, rifiutati; accedere ai bisogni, alle credenze patogene e al vissuto di paura nucleare mascherato da reazioni secondarie; accedere alle risorse sane per sviluppare risposte adattive e rafforzare il senso di sé; il terapeuta e la relazione terapeutica forniscono il supporto necessario in tutto il processo.
2) paura primaria disadattiva associata a trauma e abuso
Il trauma porta alla paura per la propria integrità, al senso di impotenza, alla mancanza di integrazione e coordinamento, a convinzioni disadattive e all’incapacità di lenire se stessi.
3 sono i principali sintomi del disturbo da stress post-traumatico:
- iperattivazione, stato di vigilanza rispetto al pericolo;
- ricordi intrusivi, pensieri e sentimenti associati al trauma;
- evitamento degli stimoli che rievocano il trauma, distacco, intorpidimento della capacita' di sentire. Lavoro terapeutico: accesso alla paura relativa al trauma per prenderne gradualmente le distanze; la struttura della paura è resa accessibile attraverso l’immaginario e la messa in azione; esplorazione e simbolizzazione del significato dell’esperienza traumatica; l’esperienza temuta viene affrontata e modificata mediante l’accesso a nuove informazioni adattive. Esprimere la rabbia per l’abuso puo' aiutare a neutralizzare l’impotenza e la paura; tuttavia, per avere un cambiamento, e' necessario accedere alla paura originaria e riesperirla, prestando attenzione ai tempi e al grado di sopportazione del dolore del cliente. L’accesso alle memorie emozionali traumatiche può generare intensa ansia, che va costantemente monitorata. Di importanza critica , nel lavoro con problemi connessi a trauma e abuso, sono la presenza rassicurante del terapeuta e la collaborazione col cliente sugli obiettivi e sui compiti della terapia.
3) ansia secondaria, paura di sentirsi deboli e privi di aiuto
Il sentimento di dipendenza e di debolezza, che rende l’individuo particolarmente ansioso, e' tipico degli uomini e delle donne educati socialmente e culturalmente ad essere forti; l’ansia da dipendenza e' legata a ingiunzioni interiorizzate nell’infanzia derivanti da esperienze precoci di essere stati feriti, delusi o traditi in momenti di bisogno e di vulnerabilita'; cio' puo' portare anche ad espressioni di rabbia reattiva secondaria. Lavoro terapeutico: sempre legato al superamento della paura e dell’evitamento, per consentire l’accesso all’esperienza di insicurezza primaria, considerata un aspetto sano del se' e tipico dell’essere umano, che tende naturalmente a formare legami di attaccamento.
aspettative catastrofiche
Le previsioni catastrofiche sono processi ansiosi anticipatori disadattivi; la fonte dell’ansia e' la paura di fallire; il senso di se' e' vulnerabile ed e' importante lavorare su questo senso nucleare di se' insicuro e con scarsa autostima. E’ necessario rendere i clienti consapevoli di essere agenti attivi nell’immaginare e creare i propri fallimenti e la proprie credenze disfunzionali. L’esplorazione e la messa in azione (particolarmente efficace il lavoro con le due sedie) portano alla simbolizzazione e all’osservazione distaccata del vissuto ansioso, che, visto da una nuova prospettiva, mobilita il bisogno di padronanza, utilizzato per accedere alle risorse interne che sfidano le credenze disfunzionali e potenziano la capacità di lenire se stessi. La ristrutturazione avviene quando la tendenza alla crescita, gli scopi e i bisogni alternativi, vengono recuperati e integrati nello schema emotivo attivato.
ansia di prestazione e paura della valutazione negativa
Autocritiche e severi giudizi interiorizzati portano alla paura di essere giudicati e rifiutati e ad una scarsa autostima. Il lavoro terapeutico e', ancora una volta, la messa in discussione dall’interno delle opinioni negative sul se' e l’accesso allo schema nucleare per esplorarlo e ristrutturarlo, sviluppando gradualmente, nella sicurezza della relazione terapeutica, una rinnovata fiducia; l’immediatezza con cui il terapeuta esplora l’ansia e i giudizi negativi e' importante strategia di intervento, perché l’ansia e' fugace e il cliente non sempre riesce a restare centrato nel presente.
Bibliografia
- leslie s. greenberg, sandra c. paivio, 2000 – lavorare con le emozioni in psicoterapia integrata – sovera multimedia s.r.l. editore - roma
- jerold d. bozarth, 2001 – la terapia centrata sulla persona - sovera multimedia s.r.l. editore - roma
- edoardo giusti, 2000 – autostima - sovera multimedia s.r.l. editore – roma – seconda ristampa
- edoardo giusti, veronica rosa, 2002 – psicoterapie della gestalt – aspic edizioni scientifiche - roma