“ il gruppo e le sue dinamiche”
il gruppo e le sue dinamiche
Indice degli argomenti teorico esperienziali sviluppato nelle giornate :
Cos’è un gruppo in generale?
A cosa serve un gruppo?
Il leader
Esigenze e funzioni del gruppo
Cenni storici
Storia del gruppo. Gruppo Formativo, Gruppo terapeutico – riabilitativo:caratteristiche peculiari e ambiti di applicazione.
Oggetto se' nel gruppo
vita del gruppo
Dinamiche di gruppo. Esercitazione e lavoro di gruppo.

COS’E’ UN GRUPPO IN GENERALE?
Premessa:
La relatrice pone le seguenti domande ai singoli componenti del gruppo:
a. Quali sono le immagini che avete, o che idea avete del gruppo?
b. Cosa pensate che vi serva il gruppo?
Dalle risposte relativamente alla prima domanda è emerso che:
- Il gruppo è caratterizzato da un insieme di risorse, un insieme di persone in relazione, un insieme di dinamiche di transfert e controtransfert e comunque un gran valore, un luogo di crescita;
- Il gruppo come luogo in cui si possono avere aperture di possibilità diverse rispetto alla relazione diadica ed esperienziare i due ruoli diversi di spettatore e di protagonista;
- La difficoltà a visualizzare una immagine di gruppo;
- Il gruppo come insieme di individui in cui la diversità ed il confronto sono la ricchezza peculiare. Il gruppo è un’insieme di persone che si confrontano ed hanno una base comune ( obiettivi, ecc, ovvero ciò che spinge le persone a formare lo specifico gruppo);
- Il gruppo di cui faccio parte mi aiuta a sviluppare le singole qualità dei componenti e di sviluppare e perseguire gli scopi comuni;
- Il gruppo è qualcosa di diverso dalla somma delle singole parti, una risorsa;
- Il gruppo inteso come famiglia e rappresenta uno spaccato della società;
- Il gruppo inteso come entità variabile e stabile atta a favorire il cambiamento della personalità; è un luogo dove trovare modalità diverse di vivere rispetto ad una o più persone.
- L’immagine del gruppo vista da due prospettive: sul piano pratico gruppo inteso come spaccato di società, gruppo di persone che si trovano per condividere qualcosa (crescita personale, terapia, formazione, interessi comuni); sul piano traspersonale il gruppo inteso come Entità capace di autosostenersi anche nei vari componenti per portare alla consapevolezza nel processo la modalità di divenire al di là del principio di causa-effetto.
- Il gruppo inteso come luogo di crescita personale, colmo di risorse di similitudini e di diversità, ricchezze e rinforzo;
- Il gruppo, nel bene e nel male, inteso come fonte di emozioni: è l’habitat ideale ed accomuna le persone;
- Il gruppo inteso come opportunità di viverlo e le fasi che attraversano i gruppi;
- Il gruppo come aggregato di persone uniche con i problemi connessi alla perdita dell’identità del gruppo, cosa accade se cambia l’atteggiamento emozionale di un componente del gruppo e cosa accade all’equilibrio del gruppo. Se non ci fosse l’unicità non ci potrebbe essere il gruppo; il gruppo è eccitante perché passa maggior energia psichica rispetto al rapporto diadico.
- Il gruppo inteso come famiglia, amicizie e parte di altri gruppi. Interessata alla condivisione in più gruppi;
- Il nostro gruppo aspic come opportunità di passare dall’individuo in figura e gruppo come sfondo a entità con interazioni reciproche fra i componenti: essere con gli altri senza sentirsi in pericolo. Mantenere la propria identità nel gruppo. Cambiando in singolo nel gruppo si osserva come cambia il rapporto nella famiglia propria e in altri gruppi esterni all’aspic;
- Il gruppo visto come una macchina che macina dolore e genera felicità.
Dalle risposte relativamente alla prima domanda: “Cosa pensate che vi serva il gruppo?” è emerso che:
- Il gruppo è una dimensione legata a ciò che si vede e che non si vede come un inconscio collettivo del gruppo;
- Il gruppo fa riferimento ad una dimensione nascosta;
- Mi incuriosiscono le proiezioni che i singoli individui mettono sull’altro;
- Mi piacerebbe vedere le dinamiche nascoste ovvero quelle inconsce;
- Voglio stare nel gruppo per quello che sono e viverlo con le mie esigenze nel qui ed ora;
- Mi interessa comprendere le dinamiche di gruppo come risorsa per i vari tipi di gruppo;
- Mi interessa vedere come posso stare nel gruppo senza perdere la mia identità;
- Ho difficoltà a stare nel gruppo senza perdere la mia identità;
- Mi interessa vedere per esempio come nel caso del transfert la relazione che c’è fra mettere sull’altro le proprie proiezioni, la risorsa e l’opportunità nascosta nel transfert stesso e il dono che scaturisce dalla propria interiorità dallo scioglimento del transfert;
- Mi interessa riconoscermi e riconoscere le dinamiche del gruppo che interessano le tecniche specifiche utili al lavoro di gruppo; nel counseling per la conduzione della crescita personale;
- Mi interessa riconoscere le dinamiche di gruppo;
- Mi interessa saper leggere le proiezioni e le dinamiche di gruppo per farle diventare una risorsa;
- Mi interessa vedere come gestire questi equilibri instabili,“acquatici”, nel contenitore definito dal gruppo e le dinamiche afferenti.
- Sono curiosa nel vedere come si gestisce un gruppo e ciò mi serve per il mio attuale lavoro;
- Mi interessano le tecniche di gestione – processo e contenuto – riferite alla famiglia. Mi piace l’idea che il gruppo possa dare degli stimoli di crescita personale e gruppale. Ritengo il gruppo una base sicura dove possa trasformare i propri deficit di attaccamento; mi piace poter vedere cosa accade stando nel processo ed esplorare le dinamiche.
- Il gruppo potrebbe essere la famiglia o un gruppo allargato in cui l’individuo può esprimersi senza condizioni e condizionamenti in cui ognuno porta i propri bisogni. Il gruppo è nutritivo.
A COSA SERVE UN GRUPPO?
Premessa
Bion asseriva che il gruppo si può suddividere in:
- Gruppo di lavoro, in cui si giocano le dinamiche a livello osservativo. E’ finalizzato all’apprendimento.
- Gruppo di base, in cui si giocano le dinamiche fra livello profondo ed ideale. Questo è il caso di un gruppo di terapia.
Vengono costituiti gruppi in assetto di lavoro e in assetto di base.
Nell’assetto di lavoro si osserva cosa accade nel qui ed ora: c’è il livello osservativo legato allo stato adulto del modello GAB degli stati dell’Io dell’Analisi Transazionale: questo è il caso dei gruppi di formazione.
In questi gruppi si lavora con la parte adulto.
Nell’assetto di base non c’è il livello osservativo legato allo stato adulto del modello GAB degli stati dell’Io dell’Analisi Transazionale: questo è il caso della Terapia di gruppo.
In questi gruppi si lavora sulla parte bambino/genitoriale. E’ più rischioso a livello di esposizione personale rispetto all’assetto di lavoro.
Nei gruppi di terapia si giocano molte dinamiche che vengono portate alla consapevolezza se quando emergono vengono affrontate ed integrate come ad esempio c’è la paura inconscia che il leader morirà o abbandonerà il gruppo così come c’è il desiderio inconscio di farlo fuori. Qui si giocano delle cose primordiali come il desiderio di tenere la madre tutta per se e di uccidere il padre così come Freud aveva parlato nel suo lavoro sull’orda primordiale.
Nel nostro gruppo c’è un effetto imitativo, ci sono regole condivise: la regola del gruppo ha prevalso sull’anarchia. Siamo sincronizzati ed autoregolati. Questo riferito alla dinamica in cui il nostro gruppo, dopo essere rientrato da una pausa, ha manifestato anarchia. L’autoregolazione successiva è emersa da una nostra forte tensione verso l’obiettivo del lavoro di formazione.
Il nostro gruppo è un organismo tarato sui tempi, tempi interni costruiti nello spazio di interazione delle dinamiche.
Il leader
Il leader deve essere:
- Strutturato; deve essere una persona che ha una mappa su cui muoversi, presente nel qui ed ora e che è consapevole dei propri controtransfert;
- In relazione con il gruppo, cogliere i segnali sensibili del gruppo;
- Partecipe;
- Coinvolgente;
- Stimolante;
- Rispettoso;
- Catalizzatore;
inoltre il leader ha ben chiaro e consapevolizzato il confine fra sé ed il gruppo. Inoltre il leader non deve agire il controtransfert ma può utilizzarlo come crescita per il gruppo.
Gruppo Formativo, Gruppo terapeutico – riabilitativo: caratteristiche peculiari e ambiti di applicazione. Storia del gruppo.
Il gruppo è qualche cosa (un’Entità) che risponde a dei bisogni e quindi come diceva Berne:
- Soddisfa fame di stimoli fisici culturali sociali di spazio
- Soddisfa fame di struttura tempo contenuti
- Soddisfa fame di appartenenza
- Soddisfa fame di riconoscimenti carezze positive e negative
Il gruppo è una grande fonte di carezze.Ogni volta che il gruppo si riunisce ogni persona appartenente al gruppo ha il riconoscimento di tutto il gruppo quando, davanti alle dinamiche nel gruppo, la persona che si espone riesce a rimanere nel gruppo stesso con la propria identità.
Consente di poter stare nel continuum spazio/tempo ( qui ed ora) e starci bene
Questi primi cinque punti attengono ai bisogni primari del gruppo.
Esigenze/funzioni del gruppo
- Il gruppo è il luogo dove scambiarsi vicendevolmente le storie di vita ( più storie si possono raccontare più saranno le carezze positive); è un modo per scambiarci caldomorbidi autentici .
- Il gruppo è il luogo dove si può esprimere la reciprocità e stare con l’altro (a proposito dell’attaccamento, la diade madre-bambino funziona in un contesto: il contesto è una condizione iniziale e discende dal gruppo. Il gruppo è in grado di riflette la relazione diadica. I confini dell’identità si definiscono e sono favoriti in un contesto di gruppo (vedi gruppi di tossicodipendenza, alcoolisti ecc); E’ necessario un contesto di gruppo come feed-back in cui la relazione diadica non viene temuta ma sostenuta.
- Il gruppo è un luogo in cui emergono gli antichi vissuti;
- Il gruppo è rassicuratorio rispetto ad antiche paure, come il restare da soli, e nello stesso tempo può evocarle; il gruppo ci protegge rispetto alla perdita come se in qualche modo noi pensiamo di essere nel gruppo e che tutto andrà bene senza perdite di persone.
- Il gruppo è rassicurante;
- Il gruppo può funzionare come riparazione rispetto a cose che sono mancate;
Cenni storici
Freud nel 1921 aveva identificato come gli individui costituenti e che portano alla formazione delle masse possono interagire fra di loro dando luogo a pulsioni sfocianti all’orda primitiva o primordiale.
L’orda primordiale è l’orda dei fratelli esclusi dal possesso delle donne. I fratelli esclusi dal possesso delle donne, colludevano per uccidere il padre, e il fratello minore diventa leader uccidendo il padre stabilendo il potere sulle donne e stabilisce il Tabù.
Il figlio minore rappresenta l’eroe e verrà a sua volta ucciso.
Il poeta è l’altro fratello: è l’osservatore delle dinamiche di gruppo (dinamica di gruppo agita: l’uccisione di uno dei componenti).
Oggi questa visione non è più tanto accettata e si è fatta largo la teoria di Kurt Lewin.
Teoria di gruppo
Teoria di campo: gruppo con tutto quello che c’e + sue dinamiche e le cose che appartengono al gruppo.
Poi ci sono anche dinamiche inconsce e quelle ideali. Quelle che Berne chiama “Imago del gruppo” che sono la dimensioni inconsce, quelle che gli studiosi Inglesi chiamano Matrice di gruppo (inconscio collettivo): magma delle proiezioni inconsce che ha legami primordiali.
Cenni storici nel lavoro di gruppo
Nel 1907 nasce l’idea di terapia di gruppo con il dott.Prat il quale lavorava con pazienti tubercolotici ed aveva come scopo di riunire le motivazioni delle influenze delle emozioni nella patologia. Egli evidenziò come ci fosse una stretta connessione fra emozioni e la patologia specifica. Capì che c’era una connessione con la riduzione della resistenza immunitaria.
Lo stesso principio evoluto viene usato oggi in oncologia, con i pazienti affetti da HIV dove la terapia viene usata come esperienza riparativa perché nel gruppo il disagio individuale diventa patrimonio interpersonale. Più feed-back danno una varietà di stimoli sufficienti per facilitare i cambiamenti. Siccome le persone agiscono la patologia attraverso il corpo sono quindi più resistenti al cambiamento. Il gruppo diviene il catalizzatore del cambiamento.
Nel 1921 Freud affronta il tema della psicologia delle masse e dell’Io Individuale. Freud sottolinea l’importanza delle relazioni per lo sviluppo dell’individuo. Questo visto come componete attiva dell’Ego collettivo dove egli stesso sottolinea le dinamiche delle masse. Viene evidenziato che la relazione duale avviene comunque in un contesto di gruppo. In riferimento al contesto della guerra, le persone assumono una visione caratteristica delle dinamiche gruppali tipica delle persone che hanno visto solo la guerra e non sanno cosa sia la vita in tempo di pace. Laing diceva che quando si fa terapia in due in realtà la si fa con un insieme di persone che stanno a monte della vita del paziente. La relazione duale è comunque di gruppo.
Nel 1930 inizia il lavoro di Carl Rogers.
Nel 1932 assume con Moreno l’aspetto dello psicodramma e si conia il termine di “terapia di gruppo”.
Nel 1951 Slawson aveva fondato il giornale internazionale della terapia di gruppo che diventa l’organo ufficiale della associazione americana della terapia di gruppo. Vengono costituiti i primi gruppi terapeutici. A seguito della richiesta iniziano le formazioni di terapie di gruppo e negli Stati Uniti il lavoro di gruppo ha un’impronta psicanalitica di stampo ortodosso freudiano. Negli Stati uniti prende piede la terapia di analisi in gruppo.
In particolare la terapia in gruppo si riferisce all’analisi psicoanalitica dei transfert tra i componenti del gruppo ed il leader.
Cosa accade in Europa?
Nel 1936 Kurt Lewin postula la teoria di campo (era scappato in america durante la guerra).
Si definisce campo un sistema di forze la cui caratteristica non è data dai singoli elementi ma dal sistema globale cioè di tenendo conto delle persone e delle relazioni delle persone.
Sempre in Europa Kurt Lewin postulò anche i concetti:
Matrice di Base
costituita da tutti gli inconsci presenti attiene al contenuto
Gruppo primario
(ciò che è sotto il gruppo formale)
Tutti i transfert vengono scambiati in una matrice dinamica attiene al processo.
Sono i processi che si aprono nelle dinamiche di transfert scambiate ovvero i copioni e le situazioni inerenti e come interagiscono fra di loro.
Nel 1946 Foulkes a Londra inizia un lavoro di riabilitazione psichiatrica dei reduci di guerra e introduce il concetto di rete (terapia di gruppo).
Psicanalisi delle relazioni oggettuali: molti oggetti interni dell’individuo vengono giocati all’interno del gruppo e le dinamiche di questi oggetti interni costituiscono il vissuto del gruppo. Si sta parlando di cose che passano nel gruppo.
Tutti i tranfert costituiscono una rete.
Nel 1948 Bion studiò nella pratica cosa accadeva all’interno dei gruppi.
Il gruppo resta stabile finché non si inseriscono altri aspetti.
Viene introdotto il concetto di Gruppo contenitore: è una pelle psichica che avvolge il gruppo e si comincia a parlare di involucri.
I gruppi formativi ASPIC hanno dinamiche simili a quelle riscontrabili nella terapia di gruppo dove però il leader è tenuto a far si che queste dinamiche si mantengono nel limite della sicurezza. Il gruppo inoltre consente e favorisce il passaggio fra terapia individuale e gruppo/mondo esterno.
Quali sono le cose che determinano l’efficacia di un gruppo?
- Il gruppo lavora nelle dinamiche nel qui ed ora;
- Che ci siano delle relazioni speculari , significa che una persona può portare una dinamica che costituisce uno specchio per una dinamica inconscia che un’altra persona non ha visto di sé: immagine del Sé.
- I processi di identificazione dove l’altro si incarica gestire emozioni che non riesco a contenere e riguarda i contenuti del Sé.
- La presenza dei processi di proiezione: mettere sull’altro i propri contenuti.
- La presenza dei processi di differenziazione consiste nel dire: “No! - Io non sono d’accordo.” Stare con le persone ed essere se stessi.
- Possibilità di avere a disposizione gli oggetti se' interni depositati nello spazio interno al gruppo che si incarica di trasformare. Per esempio posso avere avuto una storia di abuso infantile. E la situazione si prospetta come in fig.1
Fig.1 – Oggetto Sé nel gruppo
L’oggetto Sé interno può essere un oggetto danneggiato e riparabile.
Può essere che ciò che si ritiene non buono e che dal gruppo venga confermato come possibile.
Gli oggetti Sé interni si formano da pregressi modelli di relazione che vengono trasformati con cose funzionali all’interno del gruppo. All’interno del gruppo si portano le proprie cose.
La Teoria di Campo vale anche per i gruppi di formazione e non vale per gli oggetti Sé.
Nei gruppi di Formazione le persone si scambiano informazioni, oggetti culturali,che sono parte degli oggetti Sé.
Gli oggetti Sé e lo scambio sono in relazione al tipo di ruolo e formazione posseduto dal leader ovvero se questi è un Didatta od un Terapeuta.
Ed ancora Lewin diceva che l’individuo deve essere addestrato a vedere se stesso come lo vedono gli altri. Lewin nei gruppi di addestramento aveva individuato alcune funzioni/ruoli a seconda del contesto gruppale.
I gruppi di formazione, intesi da Lewin, sono gruppi da addestramento alla sensibilità interpersonale. (Vedi fig.2)
FIG. 2
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FORMATIVO
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SOCIALE
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TERAPEUTICO
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Istruttore
Osservatore
(una o più persone che osservano le dinamiche che avvengono nel gruppo)
Partecipanti
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Leader
Individui
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Terapeuta
Pazienti/Clienti
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T- GROUP: Gruppi di addestramento alla sensibilità interpersonale.
L’idea è che contemporaneamente alla formazione coesiste un percorso di crescita personale.
Gli strumenti utilizzabili sono:
- RETROAZIONE con l’informazione di ritorno(feed- back);
- DISGELO (messa in crisi dei presupposti per cui una persona inizia il percorso ovvero la messa in crisi del Genitore ; pregiudizi e posizioni copionali);
- OSSERVAZIONE PARTECIPE (partecipare emotiva al gruppo senza perdere i propri bisogni);
- AIUTI CONOSCITIVI (sono parte del contenitore: si possono prendere senza metterle in discussione perché vengono da un esperto).
- La FINESTRA DI JO HARY
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NOTO A SE’
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IGNOTO A SE’
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Noto
agli
altri
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A
Sfera pubblica
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B
Sfera cieca
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Ignoto
agli
altri
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C
Sfera segreta
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D
Sfera inconscio
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Obiettivi:
- Si tende ad espandere la sfera cieca (con il rispecchiamento). E’ la sfera di intervento del gruppo formativo, e come gruppo nostro di Counseling Aspic, noi lavoriamo in questa finestra.
- Nel caso di terapia si tende ad espandere la sfera inconscia (allargando la sfera inconscia si favorisce il cambiamento).
Dinamiche di gruppo. Esercitazione e lavoro in gruppo.
Premessa
All’interno del gruppo c’è sempre un doppio momento:
- Uno chiaro;
- Uno non chiaro che comunque passa nelle relazioni e che attiene alla realtà profonda.
Alla luce di ciò Bion distingueva i gruppi in:
- GRUPPI DI LAVORO in cui lo scopo è quello di condividere un lavoro fra i partecipanti il gruppo con un contenuto di base;
- GRUPPI DI BASE che è quella parte del gruppo che si sente ma non si vede, dove emergono e si vedono le perturbative del gruppo di lavoro – Ci può essere un momento di stallo, quando le persone non capiscono cosa sta accadendo e possono essere confuse.
A seguito della formazione del gruppo il gruppo di base è caratterizzato da tre modalità o fasi INCONSCE che di solito avvengono in successione temporale:
DIPENDENZA
Ha a che fare con la relazione di dipendenza nei confronti del leader. Il leader è vissuto come un genitore onnipotente che provvederà a tutti i bisogni. Un po’ come il rappresentante della Grande Madre.
LOTTA FUGA
Il gruppo si separa dall’esterno. Noi e gli altri. Si cerca di far fuori il leader.
ACCOPPIAMENTO
Accade quando si fantastica che nascerà qualcosa (per esempio fantasia Messianica). Possono esserci anche legami fra due componenti del gruppo con la nascita di un bimbo che diventa il figlio del gruppo. La fantasia è generativa di immagini di nascita.
Queste tre fasi possono ritrovarsi anche al contrario o anche svilupparsi nell’arco di una giornata o dell’intera vita del gruppo.
Quando siamo in un gruppo di lavoro e gli obiettivi sono chiari non abbiamo la presenza delle tre modalità su elencate.
Quando l’obiettivo comincia a scemare allora emergono le dinamiche connesse alle fasi in cui il gruppo si trova.
Quando il singolo è scompensato in una o tutte e tre le modalità esce integrato nel momento in cui riesce a riparare ed è aiutato dal gruppo a fare l’esperienza riparativa. (esempio da attaccamento insicuro ad attaccamento sicuro, sano, ecc.).
L’elaborazione delle tre modalità e l’integrazione porta a creare il gruppo di lavoro generativo.
Bion diceva che l’imago del gruppo è la somma delle tre interazioni ed ha una sua personalità.
Anche la cultura fa parte dell’imago gruppale.
OSSERVAZIONE: Le fasi del gruppo inteso da Bion sono cicliche e si riproducono ciclicamente mentre con Berne abbiamo che sono fasi di gruppo direzionali e non si riproducono.
VITA DEL GRUPPO
Vediamo ora gli aspetti attinenti a:
- come si forma un gruppo;
- cosa succede.
Anzitutto va osservata la struttura analitica del gruppo e la struttura cognitiva.
Ogni gruppo ha la sua cultura. Il nostro gruppo Aspic , ad esempio, è a struttura fissa.
Berne definisce le imago gruppali come qualsiasi immagine mentale conscia, preconscia ed inconscia su ciò che il gruppo dovrebbe essere.
Anche il gruppo ha i tre stati dell’Io mutuati dall’Analisi Transazionale GAB dove in riferimento alle immagini nello Stato dell’Io Genitore l’Ideale ha a che fare su ciò che il gruppo dovrebbe essere mentre connesso allo Stato dell’Io Bambino i contenuti sono connessi alla matrice.
L’imago gruppale è che tipo di genitore dovrebbe avere il bambino specifico.
STADI DELL’ IMMAGINE DEL GRUPPO
IMAGO GRUPPALE PROVVISORIA
Quando si forma il gruppo c’è un immagine gruppale provvisoria, fatta da molti ideali e può esserci competizione fra gli ideali delle persone.
Le persone si riuniscono e passano del tempo per definire l’immagine comune.
E’ la Fase di Forming o formazione. La dinamica è di dipendenza dal leader (fase che nella tradizione americana di terapia in gruppo viene definita di dipendenza dal leader).
Le persone si relazionano col leader. Il leader si crea in testa una forma del gruppo e la modella sul gruppo.Per esempio stabilisce chi fa parte del gruppo e chi no.
Questa è la fase in cui avviene la divisione dei ruoli e dove emergono i deliri di onnipotenza.
IMAGO GRUPPALE ADATTATA
Bern diceva che questa fase è caratterizzata da discussioni sui confini del gruppo utilizzando i rapporti interpersonali. Corrisponde alla fase di sperimentazione, se si sta nel gruppo, ed è nella modalità di attacco/fuga. Il gruppo lavora sul confine e i membri del gruppo lavorano fra di loro.
Il compito del leader è quello di sopravvivere agli attacchi del gruppo e trasformare l’aggressività negativa in aggressività positiva. Si ricordi l’assunto di Freud riguardo all’orda primordiale e soprattutto la fase in cui il figlio vuole far fuori il padre poiché lui detiene le risorse.
IMAGO GRUPPALE OPERATIVA
In questa fase si sviluppa la collaborazione con il leader.
Il gruppo acquisisce il know-how ed il leader è sopravvissuto. Il singolo ed il gruppo non hanno bisogno di essere invidiosi e possono cooperare col leader.
IMAGO GRUPPALE SECONDARIAMENTE ADATTATA
E’ la fase in cui il gruppo è nel problem-solving e cerca di risolvere i problemi.Fase della performance.
IMAGO GRUPPALE CHIARITA
I componenti del gruppo hanno chiarito il transfert e hanno consapevolezza su qual’è il loro contributo nel gruppo. Nello stesso tempo hanno sciolto l’immagine originaria che avevano quando avevano aderiti al gruppo.
Il gruppo è decontaminato e si può sciogliere.
Diagnosi nel lavoro di gruppo
Nel lavoro di gruppo la diagnosi parte dalla considerazione dei seguenti punti:
- Chi siamo?
- Quali sono le risorse?
- Quali sono i punti difficili?
- Quali sono le cose adulte, genitoriali e bambine.
Esercitazione e lavoro di gruppo sulla diagnosi del gruppo
La proposta della docente è quella di scrivere una storia tutti insieme ed elaborare sulla storia una diagnosi del gruppo. Questa storia ha come protagonista un animale. Ognuno scrive un pezzetto di storia e passa al successivo collega il componimento.
Bibliografia dinamiche di gruppo
FREUD, SIGMUND – “ Psicologia delle Masse e analisi dell’IO”, OSF, vol 9, Boringhieri
BION, W.R. -“Esperienze nei gruppi”, Armando, 1961
HINSELWOOD,R.D. - “Cosa accade nei gruppi”,Cortina 1989
BERNE,E. -“Principi di terapia di gruppo”, Astrolabio, 1986
YALOM,I.D. – “Teoria e pratica della psicoterapia di gruppo”, Boringhieri, 1977
KERNBERG, O.F. – “Le relazioni nei gruppi”, Cortina, 1999
AA.VV. : “Il cerchio di fuoco”, Cortina, 1998
GOLDWING, W. –“ Il signore delle mosche”, Mondatori Oscar, 1980
ANZIEU, D. – “il gruppo e l’inconscio”, Borla, 1986
STEINER, CLAUDE - Alfabeto delle emozioni
STEINER,CLAUDE - Copioni