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Pensiero dicotomico
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Le cose sono viste in termini di categorie mutuamente escludentesi senza gradi intermedi. Una situazione o è un successo oppure è un fallimento (o tutto o nulla). L’evento è bianco o nero senza alcuna sfumatura
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Sovrageneralizzazione
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Uno specifico evento è visto come una caratteristica di vita generale piuttosto che un evento tra tanti (di tutta l’erba un fascio). Dare conclusioni generiche basate su di un singolo evento o su informazioni insufficienti
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Astrazione selettiva
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Un aspetto di una situazione complessa è il focus dell’attenzione, altri aspetti rilevanti della situazione sono ignorati (bicchiere mezzo vuoto)
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Squalificare il lato positivo
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Le esperienze positive che sono in contrasto con la visione negativa sono trascurate sostenendo che non contano (ciò non conta nulla, conta di più…)
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Lettura del pensiero
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Le persone sostengono che altri individui stanno reagendo in un certo modo senza avere alcuna prova evidente di ciò che affermano (io lo so). Conoscere i pensieri degli altri senza utilizzare i canali convenzionali della comunicazione
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Riferimento al destino
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L’individuo reagisce come se le proprie aspettative negative sugli eventi futuri siano fatti stabili e agisce come se ciò fosse vero (io so già). Credere di saper predire il futuro in modo molto accurato
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Catastrofizzare
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Gli eventi negativi che possono capitare sono trattati come intollerabili catastrofi piuttosto che essere visti nella giusta prospettiva…(è terribile se…). Aspettarsi sempre il peggio e la propria incapacità a sostenerlo
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Minimizzare
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Le esperienze e le situazioni positive sono trattate come reali ma insignificanti (niente conta veramente di quello che faccio)
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Ragionamento emotivo
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Considerare le reazioni emotive come reazioni strettamente attendibili della situazione reale (se mi sento così allora è vero). Si crede che qualcosa è vero perché lo si “sente”
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Doverizzazioni
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L’uso di “dovrei, devo, bisogna, si deve” ecc. per assicurare la necessaria motivazione e controllo al comportamento (devo….si dovrebbe…gli altri devono…). Devo e dovrei: generalmente utilizzati in forma rigida, come regole di vita che si impongono a se stessi, agli altri e alla vita in generale
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Etichettamento
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Attaccare un’etichetta globale a qualcuno piuttosto che riferirsi a specifici eventi o azioni (è un…). Darsi una valutazione globale negativa basata su un comportamento specifico
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Personalizzazione
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Assumere che un fattore personale è la causa di un particolare evento quando nella realtà sono responsabili altri fattori. Ad esempio considerare che una momentanea assenza di amicizie è il riflesso della propria inadeguatezza piuttosto che un caso (e’ colpa mia se….). Darsi la colpa per eventi di cui non si è responsabili
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