diverse identita' e autostima, temi legati alla coppia gay
a cura di Angelo Franchitto
L’autostima e’ una valutazione che ci diamo in merito al nostro modo di percepirci.
Gli psicologi hanno dato tante definizioni, anche complesse, quali concetto di se’, abilita’ personale, autopercezione, ecc..
L’autostima puo’ essere definita come un senso soggettivo e duraturo di auto approvazione sulla base di tutte quelle rappresentazioni (positive e non) che l’uomo ha di se stesso, e che disegnano quello che definiamo come “schema del se’”.
Cio’ nonostante e’ chiaro a tutti noi che dalla nostra autostima dipendono tante cose: il nostro senso di soddisfazione, ma anche il riuscire a sentirsi appagati e carichi per affrontare la vita, e tanto altro ancora.
Insomma l’autostima sorregge l’uomo, lo rende vivo, attivo, e lo motiva a cercare realizzazioni personali che diano ulteriore carica.
La formazione dell’autostima non e’ semplice, non e’ un qualcosa di lineare, ma e’ una costruzione in senso al rapporto tra il se’ percepito ed il se’ ideale.
Con il termine se’ percepito indichiamo tutte quelle abilita’, caratteristiche e qualita’ presenti o assenti in una persona (sono coraggioso, non sono una persona che si arrende alle prime difficolta’, sono un tipo determinato, non mi spavento facilmente nei momenti di difficolta’, ecc.).
Mentre il se’ ideale e’ invece l’immagine della persona che si vorrebbe essere per sentirsi “bene”, per poter dire “questo sono Io” e cosi’ mi piaccio (voglio cercare di essere piu’ determinato nelle cose che faccio, ho voglia di fare nuove esperienze, voglio girare il mondo e conoscere gente nuova, ecc.).
Si viene cosi’ a creare una relazione dove quanto piu’ e’ alto il divario tra il se’ percepito e il se’ ideale, tanto piu’ e’ bassa l’autostima. Cioe’ per ottenere un buon livello di autostima dovremmo fare in modo che l’immagine che percepiamo di noi stessi, dovrebbe essere il piu’ possibile coincidente con l’immagine di cio’ che vorremmo essere.
L’autostima e’ un qualcosa che si costruisce nel corso degli anni ed e’ il prodotto di una serie di fattori che si uniscono ad incastro tra loro, tra cui troviamo:
1. riconoscimenti e permessi che ci vengono concessi nell’infanzia da parte dei nostri genitori rinforzano l’autostima del bambino, il quale pero’ nell’adolescenza cerchera’ quegli stessi riconoscimenti e permessi all’interno del gruppo dei pari (accade che il gruppo sostituisce le figure parentali dell’infanzia, il giovane quindi segue la massa, gli amici), mentre in eta’ adulta arrivera’ tramite le esperienze della vita, a darsi auto riconoscimenti e auto permessi. In pratica con l’eta’ adulta si diventa genitori di se stessi.
2. senso di autoefficacia percepita nell’interagire nelle cose e nelle persone (problem solving); nell’ottenere dei risultati; nel fare, cioe’ nel riuscire ad acquisire competenze professionali e relazionali.
L’autostima, pero’, si costruisce anche nelle relazioni sociali.
Generalmente una persona con buona autostima ha una visione sana di se’, puo’ riconoscersi nei propri pregi e difetti valutandosi in modo positivo e sentendosi bene in virtu’ dei suoi punti forza, qualunque essi siano. Sostanzialmente la persona con una buona autostima si accetta anche se lavora sodo per migliorarsi, superare o compensare le sue aree deficitarie perdonandosi e tollerando le frustrazioni se talvolta manca il bersaglio o non riesce nel suo intento.
Per quanto riguarda il confronto con la realta’ sociale odierna, essa tende a dare un alto valore ad aspetti quali: aggressivita’, iniziativa, intraprendenza, innovazione, competitivita’, efficienza (che sono valori prevalentemente maschili); rispetto a: amore, sensibilita’, sentimento estetico, generosita’, capacita’ a prestar cure, ecc. (che sono valori piu’ femminili).
E’ possibile migliorare la propria autostima? Si’, ecco alcuni modi:
1. Per prima cosa bisogna diminuire il divario tra il se’ percepito e il se’ ideale, con un livello di aspirazione piu’ realistico, creandosi degli obiettivi ragionevoli e proporzionati alla persona, aspettative piu’ adeguate alle proprie possibilita’.
2. Correzione del concetto di se’ (se’ percepito) da una valutazione che ha distorsioni (trappole cognitive), pregiudizi (maschile/femminile), preconcetti e stereotipi (Es. “Per uno come te non c’e’ posto a questo mondo”), eccessiva critica negativo - svalutativa.
3. Inserimento o coming out in gruppi omosessuali, sperimentando accettazione e socializzazione.
4. Realizzazione, quando possibile, della stabilita’ della vita di coppia. La relazione gay stabile e duratura funziona soprattutto per queste caratteristiche specifiche:
a. alto grado di compatibilita’ e comprensione reciproca (somiglianza, affinita’ elettive);
b. differenza tra i partners di eta’, razza, status, personalita’... cosi’ da dare la complementarita’ necessaria al mantenimento della tensione sessuale e lo spazio per crescere insieme;
c. fedelta’ emotiva, non essendoci leggi esterne (come il divieto di adulterio) si privilegia la fedelta’ emotiva su quella fisica con piu’ onesta’ e meno ipocrisia circa i rapporti fuori della coppia;
d. maggiore flessibilita’ sessuale, e piu’ variabilita’ nei ruoli, non stereotipati, ma piu’ creativi.
5. Psicoterapia, in certi casi, individuale o di gruppo.
Nella vita siamo condizionati da tanti fattori come: emotivita’, relazioni interpersonali, vissuto corporeo, successo scolastico, vita familiare, ecc.
Tutti sono, in positivo o in negativo, influenti su di noi. Tutti ci condizionano e ci rendono piu’ o meno forti.
L’autostima quindi e’ ricca della nostra esperienza di vita, dei nostri successi e dei fallimenti, delle delusioni e delle soddisfazioni che riusciamo a raggiungere con le nostre forze. Se e’ vero che essa condiziona la nostra esistenza e’ altrettanto vero che siamo noi a determinare la nostra autostima.