Il dolore emozionale è adattivo mentre l’evitamento cronico è disadattivo; i sentimenti come la depressione sono disadattivi.
Il dolore emozionale è uno stato affettivo complesso che riguarda sia la perdita, sia la rottura di una relazione, sia i danni arrecati ad aspetti di sé ritenuti importanti; rabbia, tristezza, vergogna sono tutte emozioni associate con il dolore. Il dolore viene associato con il cuore, spesso con la sensazione di avere il cuore infranto, un vissuto esplosivo e travolgente, un dolore fisico alla testa, allo stomaco, si può manifestare la paura di sentirsi travolti, di non riuscire a smettere di piangere o di perdere il controllo; vissuto di andare in pezzi, un senso di vuoto.
Il dolore viene sperimentato quando l’evento dannoso è ormai successo; quando il dolore diventa intollerabile le persone interrompono il contatto, evitando il dolore e le emozioni primarie associate.
Sperimentando il dolore che è stato precedentemente evitato e simbolizzandolo, spesso porta sollievo, conduce a sentirsi vivi ed integrati. Alcuni aspetti dell’esperienza o parti del sé che contengono i sentimenti e i ricordi traumatici vengono esclusi dalla coscienza.
I sentimenti negativi come il sentirsi in conflitto, colpevoli, inadeguati, indegni, ansiosi, depressi, indicano l’esistenza di problemi interni, di qualcosa che non va a cui bisogna prestare attenzione, indice di una disfunzione del sistema; sono di per sé qualcosa di disgregante e derivano non da emozioni primarie bensì alla valutazione e al controllo di tali reazioni. Così gran parte dei sentimenti negativi se venissero accettati si dissolverebbero.
Sembrano derivare sia da processi intrapsichici, come il disconoscimento, l’autocontrollo e l’autovalutazione sia da processi interpersonali come l’ipersensibilità alla dipendenza, al controllo e l’eccessiva preoccupazione per la perdita di integrazione e di autonomia. (sentirsi colpevoli e disprezzarsi per aver sperimentato rabbia o invidia, o sentirsi ansiosi e turbati perché si desidera la vicinanza e nello stesso tempo si ha paura di affermare il proprio bisogno).
La seconda fonte di sentimenti negativi è la risposta emotiva alla fine di un rapporto interpersonale associata alla percezione di un rifiuto o di una critica; rabbia, tristezza, paura sono delle risposte adattive ad emozioni derivanti da separazioni. I sentimenti negativi vengono alla luce quando le emozioni primarie non vengono regolate ed espresse; un vissuto di dipendenza, di rabbia, o di distacco depressivo avrà il sopravvento; sono massimi i sentimenti negativi quando sono collegati ad una figura di attaccamento significativa. Sequenze di disperazione, rabbia, depressione derivano dalla separazione e dall’abbandono. E’ importante auto lenirsi ossia cercare di aiutarsi ad alleviare il proprio dolore.
Bibliografia
- Edoardo Giusti, Antonio Iannazzo, 1998 - Fenomenologia e Integrazione Pluralista – Edizioni Universitarie Romane – Roma – I Ristampa
- Leslie S. Greenberg, Sandra C. Paivio, 2000 – Lavorare con le Emozioni in Psicoterapia Integrata – Sovera Multimedia S.r.l. Editore - Roma
- Jerold D. Bozarth, 2001 – La Terapia Centrata sulla Persona - Sovera Multimedia S.r.l. Editore - Roma
- Edoardo Giusti, 2000 – Autostima - Sovera Multimedia S.r.l. Editore – Roma – seconda ristampa