LE EMOZIONI PIACEVOLI.
Interesse, eccitamento, felicità, gioia, curiosità, amore, hanno un ruolo vivificante è sono cruciali nella lotta per la sopravvivenza e per la crescita personale; collegano l’individuo al mondo e agli altri, sono gratificanti, migliorano la performance e l’apprendimento; sono fonte di motivazione e il piacere deriva dal senso pieno e sano di padronanza, dal raggiungimento della competenza e dalla creazione di legami sociali; attivano il comportamento esplorativo, la ricerca di novità e di stimoli, la trasformazione e sostengono il mantenimento di tutte le relazioni(alleanza terapeutica, amicizia, legame di attaccamento coi genitori, relazioni intime). In terapia le emozioni piacevoli sono spesso il risultato del cambiamento e il focus terapeutico è lo sblocco di emozioni negative irrisolte, per far emergere, sostenere e confermare quelle piacevoli e per tradurle in azioni adattive. Il lavoro terapeutico sulle emozioni positive è solitamente breve e di conferma, ma quando esse emergono, i terapeuti aiutano i clienti a considerarle importanti e fluide tanto quanto quelle negative ormai rielaborate. In terapia la maggior fonte di piacere è la relazione terapeutica stessa, in cui i clienti sperimentano la gioia di essere compresi, accettati, rispettati e amati e di manifestare affetto, a loro volta, verso il terapeuta.
INTERESSE- ECCITAMENTO.
L’interesse è l’emozione primaria più frequente, è un importante fattore di motivazione, guida la percezione e l’attenzione e le sue determinanti sono il cambiamento e la novità. Unito all’eccitamento, implica l’attivazione, l’orientamento all’azione e l’intensificazione degli sforzi per conseguire uno scopo. L’interesse è la forza primaria che mantiene le persone impegnate attivamente nel mettersi in contatto con il mondo. Quando l’interesse viene meno, mancano gli input sensoriali e la stimolazione cognitiva, si riducono la capacità esplorativa e l’organizzazione adattiva per conoscere l’ambiente e far fronte alle difficoltà, manca il contatto con la propria sorgente creativa e la ricerca di nuove esperienze evolutive(tra cui la ricerca di esperienze sessuali) non viene messa in atto.
FELICITA’- GIOIA.
La felicità è associata al riso e al sorriso, è percepita come altamente gradevole, è uno degli stati emozionali più desiderati, in cui ci si rivolge alla vita come a un tutto, si aspira al raggiungimento di ciò che è profondamente desiderato e ci si sente in armonia con il mondo. Sperimentiamo gioia quando interagiamo con i sorrisi, quando sperimentiamo la nostra efficacia, quando giochiamo coinvolgendo attivamente gli altri e quando attiriamo le cure delle persone che amiamo, aumentando la reciproca responsività. L’assenza di gioia spesso provoca la rottura di legami emotivi importanti, con conseguenti appiattimento emozionale e depressione. Il sorriso, negli infanti, favorisce il legame nella relazione di attaccamento e, negli adulti, è un segnale, universalmente riconoscibile, di disponibilità ad un’interazione amichevole. Nei bambini, l’interscambio fra interesse, eccitamento e gioia con l’agente delle cure è indice di uno sviluppo sano. Nell’EFT focalizza sul potenziale delle emozioni positive di promuovere la crescita; rivolge empaticamente l’attenzione ad esse mentre emergono, oppure aiuta il cliente ad accedervi con l’evocazione dei ricordi. L’emozione positiva è fisiologicamente attivante e consente la liberazione della tensione; la felicità e la gioia portano all’espansività. I problemi sorgono quando vi è in maniacale eccesso di eccitamento indifferenziato e reattivo alle circostanze. Nella dipendenza da sostanze, la persona è attratta dal senso di beatitudine e dall’eccitazione euforica che le droghe procurano. In ogni esperienza in cui la presenza di un oggetto produce un’intensa soddisfazione, oppure è auto-gratificante e la sua assenza risulta frustante, vi è un potenziale affinchè si stabilisca una forma di dipendenza. Poiché la gioia ci mette in grado di superare la paura, la vergogna e lo sconforto, può favorire la dipendenza da qualsiasi cosa procuri un sentimento di gioia.
Prospettiva terapeutica generale per accedere alle emozioni positive.
Poiché si tratta di emozioni adattive primarie, l’obiettivo è di prestarvi attenzione e di accedervi, in quanto fonti sane e adattive che guidano l’azione. Prestare attenzione alla loro assenza può suscitare nel cliente un forte desiderio di sperimentarle; l’obiettivo è intensificare la motivazione ad accedere ad una parte del Sé fondamentale e positiva che è tenuta nascosta. Tuttavia, generalmente, l’interesse-eccitamento e la gioia emergono come risultato del processo terapeutico di cambiamento, piuttosto che come parte di esso. E’ comunque di importanza cruciale incoraggiare il generarsi della speranza, emozione fondamentale per superare lo scoraggiamento e produrre il cambiamento.
AMORE-AFFETTO-VOLER BENE.
L’amore è un’esperienza affettiva fondamentale e universale, che fa parte del nostro patrimonio biologico; è un’emozione complessa che comprende pattern di sentimenti, cognizioni e impulsi; esistono diverse forme di amore: romantico, passionale, platonico, compassionevole, materno, paterno, tra fratelli, tra amici,…..L’amore è un’esperienza di eccitamento gioioso nell’interazione e nel coinvolgimento con un’altra persona; implica la gioia particolare di trarre piacere dal contatto con la persona amata con cui ci uniamo in un’espansione del Sé; essendo un’emozione discreta, riguarda uno stato momentaneo, un sentimento che va e che viene di beatitudine, di gioia, di sentirsi uniti, accettati e compresi, protetti, sicuri e fiduciosi. Le sane relazioni intime nell’età adulta sono fonti importanti di sostegno sociale, che aumentano il benessere e proteggono gli individui dallo stress e dalle malattie; l’amore può essere considerato una forma di attaccamento sociale adulto, che affonda le sue radici nelle esperienze di attaccamento infantili. In un legame di attaccamento adulto sicuro, gli individui sono reciprocamente accessibili e responsivi a livello emotivo. Per il bambino che cerca l’attaccamento col genitore, l’amore è il mezzo che trasforma il suo senso di impotenza in sicurezza; la minaccia del distacco o della perdita dell’amore delle figure di accudimento è invece la radice di un senso nucleare di sé insicuro. Nell’amore, di importanza fondamentale è il contatto fisico che, in tutte le sue forme(interesse, calore, tenerezza, abbraccio, contatto sessuale), genera nutrimento affettivo. I problemi nascono quando il pattern di attaccamento sviluppatosi nell’infanzia è insicuro-ansioso o insicuro-evitante, che porta nella vita adulta a difficoltà nello sperimentare amore, nel voler bene e nell’intimità, legate a profonda insicurezza nucleare.
vedi anche gestione delle emozioni
Bibliografia
- Edoardo Giusti, Antonio Iannazzo, 1998 - Fenomenologia e Integrazione Pluralista – Edizioni Universitarie Romane – Roma – I Ristampa
- Achille Miglionico, 2000 – Manuale di Comunicazione e Counseling – Centro Scientifico Editore - Torino
- Leslie S. Greenberg, Sandra C. Paivio, 2000 – Lavorare con le Emozioni in Psicoterapia Integrata – Sovera Multimedia S.r.l. Editore - Roma
- Jerold D. Bozarth, 2001 –
La Terapia Centrata
sulla Persona - Sovera Multimedia S.r.l. Editore - Roma
- Edoardo Giusti, 2000 – Autostima - Sovera Multimedia S.r.l. Editore – Roma – seconda ristampa
- Edoardo Giusti, Veronica Rosa, 2002 – Psicoterapie della Gestalt – Aspic Edizioni Scientifiche - Roma
- J. I. Kepner, 1997 – Body Process – Franco Angeli Editore - Milano