elefanti e massi
Sempre piu’ di frequente si ha l’impressione di vivere come in una continua corsa: il ritmo sostenuto dall'adrenalina porta con se una costante sensazione di stanchezza e insoddisfazione perche’ troppo spesso le “cose che restano ancora da fare” sono le piu’ importanti.
Se le cose da fare nella giornata tendono a comportarsi come un gas in un recipiente, allora finiscono col comprimersi in un contenitore di piccole dimensioni, oppure tendono ad espandersi in uno grande. Il risultato finale cambia poco: non resta alcuno spazio libero per se’ (chin-ning chu, 2000; seiwert, 1996).
Per quanto possa sembrare impossibile riuscire a gestire diversamente cio’ che appare come un inesorabile meccanismo a catena, e’ possibile intervenire e trarre il meglio da situazioni anche estremamente complesse.
La prima cosa da prendere in esame e’ l’individuazione di aree problematiche; queste aree (ad es., il perfezionismo, il rimandare, o la difficolta’ a delegare) sono rappresentate da abitudini apprese negli anni, disfunzionali, e difficili da sradicare perche’ ormai del tutto automatiche e quasi inconsapevoli. In effetti non esistono due persone al mondo che hanno la stessa idea di che cosa sia una buona gestione del tempo. La differenza fondamentale sara’ quindi nel modo con cui la persona esperisce il proprio rapporto con il tempo: un rapporto certamente sereno e’ quello che consente di rispettare gli impegni professionali, ma anche di stare con le persone che si amano e di prendersi cura del bene piu’ prezioso, la salute (seiwert, 1996; haynes, 1996).
L’aspetto piu’ importante tuttavia consiste nell’attivazione e nella scelta degli obiettivi: bisogna diventare cacciatori di elefanti, e smettere di fare safari di formiche (chin-ning chu, 2000).
Rispondere in modo compulsivo alle urgenze, dimenticando le priorita’ corrisponde ad uccidere molte formiche e raccogliere poca carne.
Il lavoro di base consiste quindi nell’identificare quali sono gli “elefanti” nella vita personale e professionale della persona; elencare le attivita’, i passi graduali da inserire nel quotidiano per avvicinarsi e raggiungere le mete piu’ vantaggiose.
Le formiche invece vanno raggruppate, delegate, ignorate o fermate, sviluppando coraggio e consapevolezza per non subire qualsiasi richiesta che provenga dall'esterno e per gestire in modo assertivo le interruzioni e i rapporti con gli altri.
Un lavoro preliminare d'organizzazione e di supervisione del tempo consente di ottimizzarne la gestione: da un lato, guadagnare molti tempo in seguito e, dall’altro, non perdere di vista grandi e piccoli obiettivi.
Immaginiamo di prendere un secchiello e di metterci dentro quattro grosse pietre. Le pietre gia’ fuoriescono dal bordo e il secchiello sembra pieno. E’ pieno di pietre. Cio’ significa che e’ davvero pieno? Si potrebbe provare ora a mettere nel secchiello alcuni ciottoli della dimensione di una pallina da ping pong e probabilmente ce ne entrerebbero un paio. Il secchiello e’ pieno? Sì, e’ pieno di pietre e ciottoli. Ora se possibile si potrebbe provare con alcune biglie. Sicuramente troverebbero modo di scivolare tra le fessure. Anche ora si potrebbe pensare che il secchiello sia pieno. Si potrebbe anche aggiungere della sabbia fino a riempirlo. Ma non sarebbe ancora pieno comunque. Un bicchiere d’acqua o meglio una bottiglia di certo troverebbero spazio.
A che scopo questa metafora? Per accorgersi che cio’ che si crede pieno puo’ sempre avere spazio per altre cose, magari di forma, dimensione o tipologia differente (chin-ning chu, 2000).
E’ questo che succede ad ognuno ogni giorno; impegni gravosi che richiederebbero piu’ di un giorno per essere svolti prendono lo spazio di compiti minori, ma altrettanto importanti.
E’ qui che si comprende l’importanza di definire le priorita’: alcuni compiti piccoli sono importanti quanto i grandi e nel mentre ci si occupa delle pietre occorre non dimenticare i ciottoli, le biglie, i granelli di sabbia e l’acqua. Immaginando gli impegni di un dirigente di azienda potremmo dire ad esempio che il sorridere ed il salutare sono l’acqua, le telefonate la sabbia, rispondere alle mail ed alla corrispondenza sono le biglie, le riunioni e le discussioni di lavoro sono ciottoli e i progetti e le presentazioni sono le rocce (chin-ning chu, 2000; seiwert, 1996).