Di recente una forma di Ipnosi di cui si sta discutendo molto è l’Ipnosi Regressiva, intesa come quella tecnica in grado di indurre quello stato psicofisico che permette “la rievocazione, la comprensione, l’elaborazione e l’integrazione” di vissuti più o meno remoti. In questa modalità l’ipnosi è utilizzata per attivare la capacità regressiva della mente, e richiamare episodi traumatici che devono essere rielaborati ed armonizzati affinché possa compiersi il percorso evolutivo. Utilizzata con successo nella risoluzione di disagi psichici post-traumatici, l’ipnosi regressiva vanta auterovoli sostenitori (Binet e Janet e lo stesso Freud) e di recente ha avuto una evoluzione nelle teorie dello psichiatra americano Brian Weiss, che fa risalire i traumi a vite precedenti. Si parla in questo caso della cosiddetta rivivificazione, in cui il soggetto dimentica il presente per comportarsi, esprimersi e sentire come in tempi passati. Egli diventa capace non solo di ricordare, ma anche di rivivere alcune situazioni somatiche e viscerali proprie di età da tempo trascorse, anche se la sintomatologia che affiora in questo stato deve essere valutata con acuto senso critico dall’operatore, potendo questa essere inficiata da artefatti della più diversa natura.
In realtà durante l’ipnosi regressiva si possono rivivere come accaduti fatti reali e fatti che non trovano riscontro nella biografia del soggetto in ipnosi, ma questo invece di togliere valore alla teoria del trauma la rende più significativa e profonda.
Infatti questi vissuti possono essere interpretati in vari modi:
-
come fantasie trasformate in realtà
-
come fatti traumatici avvenuti in vite precedenti
-
come traumi subiti da altre persone con cui si è stati in relazione che sono stati trasmessi per una sorta di contagio psichico.
-
come trasmissione genealogica del trauma: secondo questa teoria i traumi psichici possono trasmettersi di generazione in generazione, per una sorta di ereditarietà del trauma.
LE DOMANDE PIU’ COMUNI SULL’IPNOSI
Assolutamente normale, è solo questione di studio e di tecniche acquisite.
Non è la regola. La trance non presenta nessuna similitudine fisiologica con il sonno notturno, é uno stato mentale che, nella maggior parte dei casi (80/90%), non implica amnesia totale o parziale dell'esperienza ipnotica, tale perdita di solito avviene durante trance particolarmente profonde. In un certo qual modo si è presenti a se stessi, solo in uno stato mentale alternativo di coscienza con dei comandi ipnotici è possibile produrre amnesia, o riprodurre l'esperienza del sonno.
La trance viene utilizzata di solito dopo ad un accordo, ad una sorta di complicità implicita tra il soggetto e l'ipnologo. Qualunque richiesta di quest'ultimo che violasse i principi fondamentali della persona (valori, credenze, convinzioni) di solito otterrebbero come risultato l'immediato "risveglio" di quest'ultimo, è come se esistesse una sentinella interiore in ognuno di noi che vigila e, a parte situazioni molto particolari, non è pensabile possano esistere tali condizionamenti.
Non ci sono rischi, la trance è un fenomeno naturale per la mente, qualunque complicazione dovesse mai verificarsi come la permanenza di una leggera catalessia di un arto, formicolio o altre piccole alterazioni, si risolve naturalmente nel giro di poco tempo. E' indubbio che i migliori risultati si ottengono da persone abituate a praticare l'ipnosi, in grado di monitorare l'intera seduta attimo per attimo, in modo da restituire un esperienza di trance piacevole ed intensa al contempo.
Non ci sono preferenze specifiche, quasi tutti i mezzi comunicativi utilizzano l'ipnosi, indubbiamente i risultati più eclatanti si hanno in quei disturbi che implicano un interessamento somato-viscerale come le disfunzioni sessuali, (amenorrea, dismenorrea, anorgasmia e vaginismo nella donna, eiaculazione precoce e impotenza nell'uomo) ; alcune forme di attacchi di panico, i disordini alimentari , l'insonnia, le somatizzazioni ansiose, nonché difficoltà d'apprendimento, concentrazione, stress eccessivo. Può risultare utile la regressione ipnotica in tutti quei casi in cui fosse necessario indagare su sospetti eventi traumatici verificatisi nel passato del paziente e poi da questi dimenticati e rimossi, oppure dove si desidera costruire basi durevoli per un cambiamento, utilizzando "innesti" di esperienze costruttive nella propria vita passata. La trance ipnotica è inoltre utile nella pratica sportiva, in ogni forma di rilassamento psicofisico, in tutte le terapie antalgiche, nelle desensibilizzazioni di varia natura, nei disturbi legati all'alimentazione.