indice degli argomenti:
- introduzione
- elementi costitutivi di un sistema
- sistema familiare secondo minuchin
- il concetto di simbiosi
- stili all'interno della famiglia disfunzionale
- famiglia rappresentata
- il concetto di omeostasi del sistema famiglia
- valutazione ambiente familiare
- copione nella scelta del partner
- terapie brevi
Indirizzo psicologico sviluppatosi negli anni cinquanta a Palo Alto in California a partire dalla teoria dei tipi logici di B. Russell, dalla teoria dei sistemi di L. von Bertalanffy e dalla teoria del doppio legame di G. Bateson.
Fino agli anni 60’ le terapie erano individuali (analista-cliente), quando si sviluppò la teoria dei sistemi, gli psichiatri furono i primi ad utilizzarla con un pazienti psicotici.
Osservarono che i pazienti che rientravano nelle loro famiglie dopo un ricovero in ospedale, ricadevano nelle loro malattie. La causa erano le Expressed Emotion (EE) all’interno della famiglia, e quindi la necessità di lavorare su tutti i membri della famiglia e non solo sull’individuo malato.
Ogni individuo nasce, cresce ,si sviluppa attraverso la partecipazione a svariati gruppi e sistemi. Dal gruppo originario, la famiglia (con compito primario di sussistenza, sicurezza e nutrimento), si passa, nel corso del tempo, a gruppi sempre più articolati e numerosi, al cui interno l’individuo si trova ad agire ruoli differenti e ad assumere e costruire significati diversi. Lo stesso individuo può, per diverse componenti che lo caratterizzano, essere considerato come un sistema che interagisce continuamente con altri sistemi.
La relazione e la comunicazione hanno il ruolo centrale nell’interpretazione dei fenomeni psicologici e psicopatologici. Lo studio della comunicazione coinvolge quindi lo studio dei sistemi in cui la comunicazione si realizza (duale, gruppale, sociale). Sulla base di concetti cibernetici, la scuola di Palo Alto sottolinea le caratteristiche di circolarità del rapporto fattori-effetto all’interno della comunicazione, e i comunicanti come parti di un medesimo sistema.
Nell’approccio sistemico la componente interattiva svolge un ruolo centrale. Un sistema è definito come un complesso di elementi interagenti. Interazioni significa che gli elementi sono connessi da relazioni, in modo tale che il comportamento di un membro influenza inevitabilmente il comportamento degli altri, ma è anche influenzato dagli altri. I sistemi sono organizzati in gerarchie progressivamente crescenti per dimensione e complessità.
Ogni sistema ha un tipo logico di funzionamento, sistemi chiusi e sistemi aperti. Ogni sistema è un’unità vivente, che occupa uno spazio, si esprime in un tempo, si pone in relazione e così facendo, si apre al cambiamento, si trasforma. Ha confini più o meno definiti: in un sistema interpersonale questi confini sono immateriali ma non per questo meno definiti o meno significativi. Ogni sistema è una struttura che connette, che stabilisce relazioni e oscilla continuamente tra stabilità e cambiamento.
Fenomeni di feedback e di rientro avvengono continuamente all’interno dei contesti interattivi, determinando cambiamenti di ruoli e di significati nel singolo e nell’ambiente. Sistemi interpersonali, gruppi, coppie, famiglie, relazioni psicoterapeutiche e di counseling possono essere considerati circuiti a retroazione, poiché il comportamento di ogni persona influenza ed è influenzato dal comportamento di un'altra persona.
La comunicazione assume la prospettiva di un atto, di comportamento in grado di produrre un cambiamento continuo nel contesto. I due aspetti comunicativi sono una parte verbale e una parte extraverbale che tende ad assumere il valore preponderante in caso di discordanza tra i due messaggi.
Come nella teoria dell’attaccamento, la famiglia diventa il nucleo primario dove l’individuo apprende lo stile di attaccamento, nella teoria sistemica la struttura della personalità avviene attraverso la famiglia (copione familiare, deriva dall’analisi transazionale).
Il sistema famiglia è caratterizzato da tre elementi:
- la totalità il funzionamento del sistema non deriva dalla somma delle caratteristiche delle parti, (per es. le persone), ma è una organizzazione complessa;
- l’omeostasi per cui la famiglia è considerata come un sistema che, attraverso processi di autocorrezione, tende a mantenersi costante;
- la trasformazione è il passaggio da una fase all’altra, cioè ogni cambiamento che imponga un riadattamento dei ruoli a tutti i membri della famiglia.
Eventi nodali di crisi-cambiamento-trasformazione:
- formazione della coppia sposata senza figli,
- nascita primo figlio,
- famiglia con figli da allevare,
- età dei figli , pubertà, età scolare, adolescenza (lotta tra eteronomia, le regole le davano i genitori e autonomia),
- famiglia trampolino (quando tutti i figli escono di casa) crisi depressiva della sindrome da “nido vuoto” tendenzialmente della madre, data da perdita di significato e ruolo nell’accudire i figli,
- menopausa-andropausa,
- pensionamento,
- inversione dei ruoli (figli diventano i genitori dei genitori),
- ricovero,
- morte.
La famiglia sana ha la capacità di affrontare e superare i problemi, la plasticità di passare da un livello di equilibrio a un altro.
Minuchin divide la famiglia in sottoinsiemi:
- sottoinsieme genitore (ci può essere confusione nel ruolo genitoriale, i nonni che sostituiscono i genitori, o inversione dei ruoli genitore-figlio);
- sottoinsieme coppia (la coppia deve proteggere i propri confini dal bambino e prendersi degli spazi);
- sottoinsieme figli (relazione fraterna e prima esperienza gruppale all’interno della famiglia.
I genitori devono rispettare le decisioni dei figli e lasciarli sperimentare. Nel caso di un figlio unico stimolarlo a socializzare, agevolarlo e rassicurarlo nell’inserimento all’asilo, scuola, società. Attraverso il confronto con l’altro (coetaneo, insegnante, gruppo), il bambino ha la possibilità di cambiare stile di attaccamento o copione.
La pragmatica della comunicazione distingue due tipi di relazioni
Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari, a seconda che siano basati sull’uguaglianza o sulla differenza. Questi due modi di comunicare non hanno di per sé una valenza positiva o negativa, è opportuna la presenza di entrambe nelle relazioni (es. tra coniugi durante una malattia). La comunicazione disfunzionale è legata all’escalation simmetrica e alla complementarità rigida.
· Simmetrica: l’interazione simmetrica, caratterizzata dall’uguaglianza, si verifica quando il comportamento comunicativo di un soggetto tende a riprodurre e a rispecchiare quello dell’interlocutore. Relazione prevalente nella coppia dove i partner sono in grado di accettarsi a vicenda “come sono”, il che li porta alla fiducia e al rispetto reciproci. Escalation simmetrica: avviene quando nella relazione c’e competitività, conflitto, rifiuto dell’altro, disuguaglianza di vedute e spaccatura della coppia. Il disaccordo tra i coniugi è a livello di contenuto non di relazione: il rifiuto si basa sulla non accettazione, presuppone il riconoscimento dell’altro in quanto tale, ciò che viene rifiutato sono alcuni comportamenti, pensieri e azioni.
· Complementare: l’interazione complementare, caratterizzata dalla differenza, si verifica quando la relazione spazia nell’ambito della polarità di riferimento e ciascuno dei due assume un ruolo che risulta complementare a quello dell’altro (es. posizione superiore dominante one-up/posizione inferiore sottomessa one-down; nei rapporti sociali predeterminati come padre-figlio, insegnante-alunno, medico-paziente, ecc.). Complementarità rigida: tendono a produrre patologie o fallimenti nell’interazione, è caratterizzata dalla disconferma. La disconferma non si occupa della verità o falsità della definizione che il soggetto ha dato, ma nega la realtà del soggetto come emittente della comunicazione. La disconferma si può esemplificare con le frasi “Tu non esisti”, “Tu non vali”, “Tu non sei capace”, ecc. Il disaccordo tra i comunicanti è a livello di relazione, non c’è possibilità di cambiamento e di evoluzione del modello e tantomeno la possibilità di alternare simmetria e complementarità.
· One-up one-down: persecutore-vittima (ricerca e accettazione reciproca di tali posizioni, copione). Genitorializzazione (uno si comporta da genitore e l’altro da bambino), oppure uno ha sempre bisogno e l’altro si prende cura.
· La terapia di coppia è la più complessa e difficile per una garanzia di neutralità è meglio che ci siano due terapeuti.
Simbiosi
La simbiosi è il rapporto in cui due o più individui si comportano come se formassero un unico individuo-sistema, di conseguenza non attivano appieno tutti i propri stati dell’Io. La simbiosi è naturale tra madre e bambino per la sopravvivenza del bambino nei primi anni di vita e diventa non funzionale quando interferisce con lo sviluppo della capacità di autonomia dell’individuo. Quando è protratta, la simbiosi impedisce l’individuazione e, si ripercuote nell’età adulta nelle scelte matrimoniali, dove ciascuno dei due partner ha bisogno dell’altro secondo modalità che assomigliano a quelle della dipendenza infantile. La simbiosi è il contrario della relazione sana, dove l’uno e l’altro si riconoscono e sono reciprocamente riconosciuti nelle rispettive autonomie. Nella relazione simbiotica, invece, una persona attiva il G e l’A ed esclude il proprio B; l’altra persona attiva il B ed esclude il G e l’A; le due persone si fondono e diventano “come se fossero una sola persona”.
Quando abbiamo un cliente che vive simbioticamente con un membro della sua famiglia, o con il partner della sua coppia, è utile fare qualche seduta con tutta la famiglia o con la coppia.
Stili all’interno della famiglia disfunzionale
· Famiglia disimpegnata: confini rigidi tra moglie e marito, genitori e figli, scarso sostegno reciproco, distanza emotiva, indifferenza (i genitori non vedono il bisogno del bambino e il bambino interiorizza “non esisto”), i genitori non danno una struttura al figlio e hanno difficoltà a dire di no, le reazioni sono ridotte, non c’è coesione, non c’è scambio emotivo o di contenuto.
· Famiglia invischiata: confini deboli, eccessivo coinvolgimento, preoccupazioni eccessive, stretta interdipendenza, il tentativo di cambiare di una persona è sentito come pericoloso per gli altri e viene bloccato, la differenziazione è scarsa e non c’è coscienza di sé.
· Famiglia centripeta: non incentiva la separazione-allontanamento. L’allontanamento dalla famiglia viene visto come un tradimento.
· Famiglia centrifuga: incentiva la separazione-allontanamento.
Famiglia interna (famiglia rappresentata)
E’ l’interiorizzazione degli schemi relazionali della famiglia, che il bambino opera nei primi anni di vita. La famiglia è un mosaico di rappresentazioni interne. Di tradizione psicoanalitica con approccio intrapsichico.
Famiglia reale (famiglia praticante)
La famiglia è vista in termini di confini, strutture, principi di regolazione, evoluzione nel tempo, processi di interazione che assicurano stabilità e coerenza e come questi processi si modificano in risposta alle sfide evolutive previste (ciclo di vita) e alle crisi inattese. La stabilità e la coerenza di questi processi non risiede nelle persone, ma nelle pratiche coordinate dell’intera famiglia.
Omeostasi familiare (Jackon e Weakland)
La famiglia è vista come un sistema autocorrettivo, al fine di mantenere l’omeostasi. Ciò avviene mediante il meccanismo del feedback negativo.
· Feedback negativo: meccanismo di retroazione che tende ad abbassare la differenza (un cambiamento) o ad annullarla, per riportare il sistema allo stato iniziale. (Es. se il paziente migliora, il che implicherebbe una nuova strutturazione di tutta la famiglia, cui la famiglia non è pronta, la famiglia chiede più cure, ricoveri, assistenza per il figlio ammalato, o un altro membro comincia a mostrare problemi. Es. se un adolescente chiede più autonomia, la madre si mostra ansiosa, preoccupata, non va a letto fino a quando il figlio non rientra, dice che si sta ammalando).
I due autori affermano che se il paziente migliora, un altro membro si ammala, in quanto ha acquistato la propria salute mentale a spese della malattia della persona che è in cura (capro espiatorio, parafulmine).
· Il feedback negativo ha due funzioni:
o Se è usato come fine serve a dare una certa regolazione al cambiamento;
o Se è usato come mezzo serve a minimizzare o annullare il cambiamento (o mantenere l’omeostasi).
Valutazione dell’ambiente familiare
Ogni famiglia può avere prevalente o assente una di queste aree
Area delle relazioni:
o Coesione: indica se i membri della famiglia si interessano e sono legati fra loro e si sostengono l’un l’altro.
o Espressività delle emozioni: indica se i membri della famiglia sono incoraggiati ad agire apertamente e ad esprimere direttamente i propri sentimenti.
o Conflitto: indica se i membri della famiglia manifestano apertamente le espressioni di collera, l’aggressività e le interazioni conflittuali.
Aree di crescita personale
o Indipendenza: indica il grado di incoraggiamento dato ai membri della famiglia affinché siano assertivi, autosufficienti, prendano da soli le proprie decisioni e le portino avanti.
o Orientamento acquisitivo: indica i diversi tipi di attività (scuola o lavoro) che sono inglobati in una meta da raggiungere o in un’ottica competitiva.
o Orientamento culturale: indica se la famiglia si interessa di attività politiche, sociali e culturali.
o Orientamento ricreativo: indica se la famiglia partecipa ad attività di tipo ricreativo o sportivo in genere.
o Orientamento morale-religioso: indica se la famiglia discute attivamente ed evidenzia i problemi connessi ai valori etici e religiosi.
· Area di omeostasi (equilibrio interno del sistema familiare). Attraverso l’organizzazione, quindi una divisione precisa dei compiti, dei ruoli, delle mansioni e con il controllo delle regole, affinché nessun componente cerchi di turbare l’equilibrio stabilito. La famiglia mantiene la propria struttura difendendosi dai cambiamenti e da qualsiasi fattore interno od esterno che potrebbe turbare l’equilibrio. Maggiore risulta la rigidità di tali strutture, più potenti e repressivi sono i meccanismi messi in moto quando un componente trasgredisce allo stabilito, creando scompiglio e paura.
o Organizzazione : indica l’importanza per la famiglia di fattori come l’organizzazione, l’ordine in termini di strutturazione delle attività familiari, le regole e la responsabilità.
o Controllo : indica la rigidità espressa dalla famiglia nell’osservare e far osservare le regole. Se esiste una struttura gerarchica e il grado di potere esercitato dai membri sugli altri.
Copione nella scelta del partner
Il benessere della coppia dipende, tra i vari fattori, dal grado di autonomia che abbiamo con le nostre famiglie di origine. L’autonomia equivale alla libertà dal copione: consapevolezza, spontaneità e intimità. Quando la persona è nel copione utilizza le decisioni e le convinzioni autolimitanti infantili.
vedi anche counseling di coppia
Terapie brevi
Il Counseling e le psicoterapie brevi mirano a lavorare con un contratto a tempo determinato. Si concentra sul presente, sulle competenze attuali del cliente per risolvere i problemi, sulle mete future e sull’identificazione delle circostanze che hanno condotto allo specifico problema.
Counseling per la coppia o mediazione familiare: le abilità richieste al counselor sono identiche ad ogni altro intervento di counseling, con in più la capacità di accedere alla consapevolezza delle dinamiche triadiche; evitare quindi alleanze (più o meno consapevoli) con un membro della coppia o della famiglia.
vedi anche costellazioni familiari