vergogna - Progetto Counseling
 

vergogna

Letture per professionisti della relazione di aiut...

Letture per professionisti della relazione di aiuto


Indice dei contenuti:

- cos'e' la vergogna
- vergogna primaria disadattiva
- vergogna primaria per violazione standard personali
- vergogna secondaria generata dall'autocritica
- vergogna secondaria relativa all'esperienza interna


La vergogna implica il sentirsi esposti e considerati privi di dignità e di valore, sentirsi inferiori e con la paura di essere valutati negativamente; ciò rende l’individuo cauto nello svelarsi, timido, imbarazzato e disonorato, eccessivamente consapevole delle proprie manchevolezze. Le reazioni di vergogna hanno spesso origine da esperienze di fallimento in pubblico, in cui si è oggetto di scherno e il disgusto manifestato dagli altri viene interiorizzato e auto-diretto contro il Sé. La vergogna è un’emozione nucleare che riguarda il proprio valore come persona ed è associata alla tendenza all’azione a ritirarsi e a nascondere i propri difetti e fallimenti; la colpa è uno stato più complesso, che implica giudizi appresi riguardo a comportamenti specifici, e induce a riparare la trasgressione. La funzione adattiva della vergogna è quella di proteggere la propria reputazione e il legame sociale. Il disprezzo e il disgusto interiorizzati vengono esternati nel rifiuto, in un senso di altezzosità e in un aspetto arrogante, atteggiamenti che vengono utilizzati per promuovere la separazione da chi ha messo in atto la violazione e per definire i propri confini in modo adattivo. Quando il disgusto e il disprezzo sono rivolti al Sé, diventano invece disadattivi e rappresentano il focus della terapia. L’EFT non è focalizzata a provocare la vergogna, ma a modificare la vergogna disadattiva e il senso del Sé come indegno, inferiore, non amabile.

 

Vergogna primaria disadattiva

Interiorizzazione delle critiche e di esperienze precoci di vergogna nella forma di un senso di sé inaccettabile, indegno e manchevole; spesso la vergogna è indotta dai genitori, nei maschi riguardo alle manifestazioni di debolezza, nelle femmine riguardo all’affermazione di sé e della propria sessualità. Quando le esperienze infantili sono il maltrattamento e l’abuso emotivo, fisico o sessuale, gli individui interiorizzano un senso di sé come sporco, indegno, non amabile e imparano ad auto-biasimarsi e ad auto-disprezzarsi in modo ostile; ciò che è disfunzionale è la sensazione da essere responsabili di un atto vergognoso, di aver meritato e provocato l’abuso. Ange il rifiuto sociale per la propria razza, per la povertà, la disabilità o il sesso di appartenenza è fonte di un sentimento nucleare di bassa autostima, di indegnità e di inferiorità. Spesso i clienti non riconoscono la propria vergogna(evitamento), perché costituisce una minaccia dolorosa ed eccessiva per un Io e un autostima fragili; il non riconoscimento della propria vergogna si osserva spesso nei clienti con problemi di ansia sociale, di abuso di sostanze, di ossessività e perfezionismo o nella grandiosità e spacconeria della personalità narcisistica; spesso la difesa avviene attraverso la rabbia secondaria disadattiva. L’intervento terapeutico si focalizza sull’accesso a e sulla modificazione della vergogna disadattiva basilare.

 

Vergogna primaria per la violazione di standard personali

La persona prova disprezzo e disgusto di sé per aver violato i suoi stessi valori. La vergogna è disadattiva quando l’individuo no è in grado di perdonarsi, si condanna, si nasconde e può cadere in depressione cronica o mettere in atto una fuga disfunzionale con l’abuso di sostanze. L’intervento comprende la validazione dei valori del cliente e dei suoi standard e viene fornito supporto terapeutico al suo desiderio di “fare la cosa giusta”.

 

Vergogna secondaria generata dall’autocritica

L’individuo si auto-disprezza per i propri errori e la sua auto-critica fa parte di un’organizzazione di sé più nucleare di vergogna primaria disadattiva. Intervento: analisi della qualità espressiva dell’auto-disprezzo, specificare le cognizioni che producono la vergogna, accrescere nel cliente la consapevolezza di sé come agente attivo nel processo di creazione del vissuto di vergogna e contrastarlo fornendo sostegno all’emergere della parte del Sé che sperimenta orgoglio

 

Vergogna secondaria relativa all’esperienza interna

La vergogna spesso coesiste con l’ansia, ci si vergogna dei propri processi emotivi come il sentirsi feriti, deboli e bisognosi, arrabbiati o erotizzati e si ha il timori che tali esperienze interiori possano venire alla luce; è simile al processo della debolezza e della vulnerabilità; la paura nel disvelarsi è legata alla paura di essere giudicati. Gli interventi terapeutici sono sempre focalizzati sulla sintonizzazione empatica coi vissuti e coi vissuti del cliente, sul fornire sicurezza, protezione e convalida nel processo di superamento dell’evitamento, per accedere a ed esplorare il vissuto primario ed esporre il Sé nascosto a nuove informazioni e risorse adattive, funzionali al cambiamento.

Bibliografia

- Leslie S. Greenberg, Sandra C. Paivio, 2000 – Lavorare con le Emozioni in Psicoterapia Integrata – Sovera Multimedia S.r.l. Editore - Roma

- Jerold D. Bozarth, 2001 – La Terapia Centrata sulla Persona - Sovera Multimedia S.r.l. Editore - Roma

- Edoardo Giusti, 2000  – Autostima - Sovera Multimedia S.r.l. Editore – Roma – seconda ristampa

- Edoardo Giusti, Veronica Rosa, 2002 – Psicoterapie della Gestalt – Aspic Edizioni Scientifiche - Roma

 

 

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