volonta' ed emozioni
Si dice che il generale francese Turenne avesse l'abitudine di marciare in prima fila durante la battaglia, conquistandosi quindi la reputazione di un uomo di grande coraggio. Un giorno ricevette dei complimenti per il suo coraggio, Turenne rispose di comportarsi come un uomo coraggioso ma di aver paura per tutta la battaglia e di ripetere al proprio corpo: “trema vecchia carcassa, ma cammina”.
Questo aneddoto e’ utile per comprendere che la volonta’ a fatica riesce ad agire sulle emozioni e sui sentimenti, non puo’ controllarli del tutto e quindi non e’ possibile imporsi di non aver paura, di non essere arrabbiati o di non essere tristi; cio’ che conta pero’ e’ che la volonta’ puo’ determinare gli atteggiamenti fisici e i comportamenti, puo’ permettere anche di agire “come se” si fosse coraggiosi, “come se” si fosse sereni, “come se” si fosse di buon umore.
La possibilita’ di scegliere di comportarsi anche “come se”, restituisce prima di tutto una sensazione di liberta’ e di conferma di non essere schiavi delle proprie emozioni che possono cambiare frequentemente, e altrettanto di non dipendere esclusivamente dalle proprie condizioni fisiologiche e psicologiche che reagiscono anche a numerose cause esterne.
Da cio’ segue che e’ possibile comportarsi non solo come le situazioni indurrebbero a fare, ma semplicemente come si e’ deciso di voler fare.
Esiste una strettissima connessione tra atteggiamenti fisici esterni, immagini evocate da questi atteggiamenti e stati d'animo a loro volta evocati dall'immaginazione; spesso il solo modo in cui si e’ vestiti permette di assumere anche stati d'animo differenti. Quindi per cambiare uno stato d'animo interno e’ possibile far leva sulla liberta’ di cambiare qualche cosa all'esterno, laddove e’ possibile intervenire direttamente con la volonta’; la volonta’ in questo caso non agisce con la forza e la fermezza bensì serve come strategia.
volonta' di esserci
Progettare la propria vita, il futuro, organizzare gli obiettivi, fare progetti e pianificazioni responsabili e realistiche richiede un alto grado di centratura e di volonta’, ma soprattutto di presenza a se’ stessi ed alle situazioni contingenti. Vivere il presente, concentrarsi sull'istante che si sta sperimentando e’ il punto di partenza per smettere di essere angosciati e spaventati dagli effetti del passato sulle nostre azioni e dagli esiti di queste nel futuro; vivere nel qui ed ora coincide con lo smettere di avere paura che qualcosa possa andare storto o che un certo sogno possa non realizzarsi.
Vivere il presente non vuol dire perdere il calore umano, le emozioni, i sentimenti ma significa semplicemente non portare avanti costruzioni mentali che creano o amplificano la sofferenza.
Di fronte ad un evento negativo e’ bene soffrire per il tempo necessario, così che l'evento faccia parte del bagaglio di esperienze e lasci un insegnamento duraturo, ma successivamente occorre passare oltre e non permettere all’angoscia di rimanere per troppo tempo, perche’ il continuo ripensare ad un evento o continuare a soffrire per esso, non ne riduce la sofferenza, ne’ puo’ modificarlo.
Quando il pensiero dell’evento negativo non esce dalla mente e’ fondamentale far riferimento alla volonta’ ed in questo caso alla volonta’ di essere presente a se’ stessi ed alla situazione; darsi uno “stop”, riflettere sulla sofferenza provata e riconoscere di trovarsi nell’istante successivo in cui e’ possibile smettere di soffrire e vivere quell’istante con maggiore serenita’ e con la consapevolezza che nulla possa cambiare il passato.