Volonta' e poteri
Dietro ad un apparente stato di salute ed equilibrio, dietro la parvenza di un benessere diffuso e raggiungibile della societa’ contemporanea occidentale si cela un crescente stato di disagio, causato anche da un’enorme sproporzione tra cio’ che e’ definibile come "potere esterno" e "potere interno" dell'uomo.
Oggi piu’ che mai, gli uomini sono in grado di compiere imprese eccezionali come scendere nelle profondita’ dell'oceano o raggiungere luoghi impensabili nello spazio, ma al contempo sono sempre piu’ distanti da cio’ che avviene al loro interno; se da un lato e’ possibile controllare enormi masse di energia con pochi movimenti di fronte a piccoli computer e pulsanti, dall’altro si prefigura una sempre maggiore difficolta’ a gestire le emozioni, gli impulsi e i desideri. E’ sempre piu’ auspicabile e soprattutto possibile padroneggiare quanto conquistato fino ad oggi dal punto di vista scientifico e tecnologico evitando di diventarne schiavi.
Colmare il divario tra gli aspetti interni e quelli esterni coincide con lo sviluppare e implementare le facolta’ interiori che permettano di acquisire nei confronti delle funzioni psichiche (motivazione, sensazione, emozione, pensiero, immaginazione, intuizione e volonta’) la stessa dimestichezza e capacita’ di gestione raggiunta nei confronti del mondo esterno.
Uno tra i poteri interiori importanti da risvegliare e attivare e’ la forza della volonta’ umana. La volonta’ e’ lo strumento che conferisce all’uomo la funzione decisionale in relazione a che cosa deve fare, e alla scelta di utilizzare tutti i mezzi necessari per realizzare cio’ che ha deliberato, perseverando nonostante gli eventuali ostacoli e le difficolta’.
Il potere della volonta’ occupa un posto centrale nella personalita’ dell'uomo ed e’ in intima relazione con il centro del suo essere, il suo io.
VOLONTA’ E LIBERTA’
Il concetto di volonta’ e’ stato frainteso in tempi passati, quando era diventato sinonimo di capacita’ di repressione dei propri istinti; oggi per volonta’ si intende la capacita’ di percepirsi come "soggetto vivente", dotato del potere di scegliere, di costruire rapporti, di agevolare cambiamenti nella propria personalita’, negli altri, nelle circostanze.
La volonta’ non si studia ne’ si apprende, semplicemente si sperimenta, si allena, si rafforza; così il lavoro che si intraprende corrisponde a cio’ su cui la persona stessa ha gia’ lavorato e sviluppato per se’.
Se e’ vero che ognuno possiede gradi diversi di volonta’, e’ altrettanto vero che le persone possano spesso non esserne del tutto consapevoli e non sappiano farne un uso efficace se non sporadicamente.
Uno dei primi passi da affrontare e sostenere consiste nel rendersi conto che la volonta’ esiste, e che esiste quindi la liberta’ di agire senza doversi limitare a reagire agli stimoli e condizionamenti ambientali. Come detto piu’ sopra, si deve spingere l’altro ad un atteggiamento proattivo rispetto alla propria vita e non reattivo alle circostanze.
Il secondo passo da fare consiste nell’esperienza di sviluppare ulteriormente la volonta’, di fare uso, in prima persona, di questo margine di liberta’, proprio della natura umana.
Un modo per iniziare questo percorso puo’ consistere nel fare leva sui ricordi, invitando la persona a tornare indietro in un tempo o un momento della vita di cui, forse nel mezzo di una crisi, o di un pericolo, ha vivo ed inconfondibile il ricordo dell'esperienza della volonta’, della sua realta’, della sua natura. In effetti la volonta’ piu’ che un concetto definibile e’ fondamentalmente un’esperienza, in cui si rivela qualcosa che proviene dal centro del nostro essere, da un luogo in cui si sente di "esserci" intensamente e interamente.
La natura piu’ profonda e reale dell’essere umano e’ quella di essere dotato della liberta’ di contribuire alla creazione della realta’ individuale e circostante.
Diventare consapevoli e imparare a gestire questo potere di cui ognuno e’ dotato, significa padroneggiare uno strumento contro qualsiasi rischio di trasformarsi in pedine di un gioco condotto da altri